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Chiesa di Sant’Agostino

La chiesa di Sant’Agostino domina con la sua caratteristica facciata la piazza omonima. L’edificio è stato edificata nel 1305, trasformato nel 1521 da Antonio da Sangallo il Vecchio e sistemata nei secoli successivi; per questo motivo sono visibili i diversi stili gotico e rinascimentale.

L’esterno

Il risultato dei diversi interventi sulla struttura è evidente già nella facciata che nella parte inferiore presenta una parete in pietra serena tipica rinascimentale, mai terminata, nella quale si apre un portale strombato con una lunetta ogivale in stile gotico e sopra quest’ultima si trova un piccolo rosone circolare, inserito nella pietra arenaria con cui è realizzata la metà superiore della facciata.

Facciata della chiesa di Sant’Agostino

Il campanile

Il campanile, in stile neogotico, è stato costruito nel 1900 su progetto di Antonio Salvetti. Partendo dal basso presenta tre ordini di aperture: monofore, bifore e trifore.

L’interno

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Interno della chiesa di Sant’Agostino, immagine tratta da Wikimedia.org

La pianta della chiesa è a croce latina e lo spazio interno è stato suddiviso nel XVI secolo in tre ambienti, delimitati da una doppia fila di sette colonne che reggono archi aperti verso le navate minori. 

La navata centrale e il transetto sono coperte da volte a crociera in corrispondenza degli archi e delle relative finestre.  Dietro al presbiterio si apre un’abside quadrangolare alla cui destra si trova la cappella Bertini.

Esterno dell’abside della chiesa di Sant’Agostino, immagine tratta da Wikimedia.org
Cappella Bertini, chiesa di Sant’Agostino, colle val d’Elsa. Immagine tratta da Wikimedia.org

Opere d’arte nella chiesa

L’interno della chiesa conserva importanti opere d’arte tra le quali, nella navata destra:

  • la tavola con la Madonna col Bambino del XV secolo attribuita a Taddeo di Bartolo.
  • la tela del XVI secolo con il Martirio di Santa Caterina d’Alessandria di Giovan Battista Pozzo.
  • una Pietà con Santi di Ludovico Cardi detto il Cigoli nella cappella Bertini.

Della navata sinistra ricordiamo, tra le altre opere, l’altare in marmo attribuito a Baccio da Montelupo, che contiene un affresco quattrocentesco con la Madonna del Piano.

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