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Parco di Bacìo

Un parco che resiste nei secoli

Dalla via del Castello, cuore della parte alta di Colle di Val d’Elsa, si raggiunge il Bastione di Sapia che prende il nome dalla gentildonna senese ricordata da Dante nella Commedia per aver assistito con soddisfazione alla disfatta dei ghibellini nella famosa Battaglia di Colle. Il Bastione si affaccia su un meraviglioso panorama con il Convento di San Francesco e, al di sotto, il Parco di Bacìo raggiungibile con un suggestivo passaggio voltato che corre sotto le fortificazioni. Un tempo qui si trovava la trecentesca fonte di Bacìo che fino alla seconda metà del Novecento era adibita a lavatoio pubblico.

Il Parco di Bacìo. Foto da http://www.arxnet.net/

Il Parco è ancora un luogo di pace dove fare una passeggiata tra natura, suggestioni di arte contemporanea come La voce si indebolisce dell’artista Ilya Kabakov e storia. Il Parco infatti nel 2019 è diventato palcoscenico naturale per celebrare i 750 anni dalla famosa Battaglia di Colle.

Ilya Kabakov, La voce si indebolisce nel Parco di Bacìo di Colle di Val d’Elsa, progetto per Arte All’Arte III Edizione (Associazione Arte Continua)

 

Giugno 1269, la battaglia di Colle, evento del 15 giugno 2019

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La voce si indebolisce

Lungo il perimetro esterno delle mura del Bastione si trova una colonna di marmo, quasi completamente interrata, di cui si vede solo la parte superiore.

L’opera, realizzata nel 1998, è dell’artista ucraino Ilya Kabakov e sulla sua estremità è scolpito un libro aperto con il seguente  testo in bassorilievo:

'Ho sostenuto il tempio con la mia altezza  
Il tempio è stato crudele e non resta di me che metà  
Gli anni fuggiranno via e sarò totalmente coperta dalla terra  
E tu, camminandomi sopra, non ti accorgerai neppure di me'.
Ilya Kabakov, La voce che si indebolisce, Bastione della Sapia, Colle di Val d’ Elsa, 1998; Foto di: Attilio Maranzano, tratta dal sito: Associazione arte continua.

Questa scultura deve la sua peculiarità al fatto che evoca due diverse epoche, entrambe distanti dalla nostra ed entrambe lontane nella storia:

  • la colonna rimanda ai resti di epoca antica;
  • il bassorilievo del libro e il testo, con la funzione di epitaffio, rimandano invece al clima del Romanticismo.

Acquista molta importanza anche il luogo scelto per la scultura: la parte alta della città, un luogo poco frequentato sia dai residenti che dai turisti, da dove lo sguardo si apre sul paesaggio toscano.

Inoltre, anche l’isolamento dell’opera è del tutto relativo, visto che il percorso che conduce i visitatori alla colonna è una stretta viuzza lastricata sopra cui si erge un bastione in pietra che prende il nome da Sapia Salvani, personaggio storico citato da Dante.

Ilya Kabakov, La voce che si indebolisce, Bastione della Sapia, Colle di Val d’ Elsa, 1998; Foto tratta dal sito: Associazione arte continua.
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Le parole di Sapia Senese

La battaglia di Colle e Sapia Salvani

All’inizio di via del Castello, quasi di fronte a Torre Arnolfo, si trova l’epigrafe che riporta le parole della gentildonna senese Sapia Salvani, la protagonista del canto XIII del Purgatorio di Dante.

Le sue parole si riferiscono a uno degli episodi più importanti dello scontro tra Guelfi e Ghibellini in Toscana. Nei versi danteschi la senese Sapia esprime la propria gioia per la sconfitta subita dai concittadini ghibellini comandati da suo nipote Provenzano Salvani, nella battaglia di Colle del 17 giugno del 1269, da parte dei fiorentini comandati da Giovanni Britaud.

A Colle, guelfa come la città di Firenze nella cui orbita graviterà per lungo tempo anche nei secoli seguenti, Sapia darà il suo nome anche ad un bastione.

L’epigrafe che vediamo oggi sostituisce l’originaria con la stessa iscrizione inaugurata il 9 ottobre del 1921 in occasione delle celebrazioni dantesche nel VI centenario della sua morte.

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